Frumento
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Campo di frumento |
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| Classificazione scientifica | ||
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Frumento (o tritico, più diffusamente conosciuto come Grano) è il nome generico per indicare alcune specie del genere Triticum della famiglia delle Graminacee o Poacee.
È usato per indicare sia la pianta che le cariossidi di tali piante.
Indice |
[modifica] Sistematica
[modifica] Classificazione del frumento
La classificazione del genere Triticum è complessa ed è stata oggetto di numerosi e successivi studi; quella di van Slageren è la più recente ed è attualmente accettata dalla maggior parte degli studiosi. Inoltre, alcuni studiosi hanno suggerito l’unificazione del genere Aegilops con il genere Triticum. Per queste ragioni è possibile trovare citazioni di altre specie appartenenti al genere Triticum, attualmente declassate al rango di sottospecie o assegnate al genere Aegilops.
Il genere Triticum comprende 6 specie classificate in base al livello di ploidia (ossia al numero di cromosomi che compongono il genoma) ed alla composizione genomica.
Due specie sono diploidi, con 14 cromosomi, due tetraploidi con 28 cromosomi e 2 esaploidi con 42 cromosomi.
- Il Triticum monococcum (diploide con genoma A m ) comprende due sottospecie: T. monococcum aegilopoides, selvatico e T. monococcum monococcum, coltivato col nome di piccolo farro;
- Il T. urartu (diploide con genoma A) esiste esclusivamente in forma selvatica. Benché i genomi di T. monococcum e T. urartu siano molto simili, le due specie sono considerate distinte poiché non danno progenie fertile se interfecondate;
- Il T. turgidum (tetraploide con genomi BA) è il frutto della ibridazione avvenuta tra una specie appartenente alla linea evolutiva dell’Aegilops speltoides e il polline del T. urartu. Il T. turgidum comprende numerose sottospecie di cui le più importanti sono il T. turgidum dicoccoides, la forma selvatica da cui è stato addomesticato;
- Il T. turgidum dicoccum, tuttora coltivato col nome di farro. Da questa sottospecie è stato successivamente derivato il frumento duro (T. turgidum durum);
- Il T. timopheevii (tetraploide con genomi GA), benché molto simile al T. turgidum, è il frutto di un’ibridazione più recente avvenuta tra l’Aegilops speltoides e il polline del T. urartu. Se interfecondate, T. turgidum e T. timopheevii non danno progenie fertile e sono pertanto considerate specie differenti. Al T. timopheevii appartengono due sottospecie: il T. timopheevii armeniacum, forma selvatica dalla quale è stata addomesticata una forma coltivata in alcune regioni del Caucaso, il T. timopheevii timopheevii;
- Il T. aestivum (esaploide con genomi BAD) è derivato dall’ibridazione di una sottospecie coltivata di T. turgidum e il polline di una specie selvatica, l’Aegilops tauschii. Tutte le diverse sottospecie sono coltivate ma la più importante à il frumento tenero;
- Il T. zhukovskyi (esaploide con genomi GAAm ) è derivato dall’ibridazione tra T. timopheevii timopheevii e il polline del T. monococcum. Anche questa specie esiste solo in forma coltivata ed è presente in alcune regioni del Caucaso.
[modifica] Alimentazione
Il grano duro e il grano tenero sono utilizzati per l'alimentazione umana. Il grano duro contiene più proteine di quello tenero. Il grano duro produce semole e semolati dai granuli grossi con spigoli netti, mentre dal grano tenero si ottengono farine dai granuli tondeggianti. Il grano duro è utilizzato per la produzione di pasta alimentare (e anche di pane), quello tenero di pane o di pasta all'uovo.
Dal frumento, si ricavano in generale, farine per panificazione, per la produzione di paste alimentari, di biscotti, di dolci, ecc. Dalle cariossidi si ricavano però anche amido, alimenti soffiati per dietetica e, previa fermentazione, alcool.
Inoltre, la paglia impiegata per lettiere dei bovini nelle stalle e per la fabbricazione della carta; la crusca serve da alimento per gli animali. I principali componenti della farina sono l'amido ed il glutine ed inoltre destrina, zuccheri, gomme, piccole quantità di sostanze grasse, sostanze minerali, fosfati, sostanze coloranti e vitamine.
Con le moderne tecniche di macinazione, dalla cariosside del frumento si separa il germe, da cui si può ricavare un olio (detto olio di frumento) di colore giallo-bruno, soggetto ad irrancidirsi facilmente ed impiegato soprattutto nella produzione dei saponi.
[modifica] La coltivazione
Le varietà note, derivate dalle specie maggiormente coltivate, sono numerosissime, sommanti a qualche migliaio. I frumenti teneri comprendono il maggior numero di varietà ed hanno la massima estensione colturale anche perché sono i soli in coltivazione nei paesi nordici. I grani duri, invece, sono più tipici dei paesi meridionali.
L'Italia è un forte produttore di frumento, dovuto tra le altre cause al clima favorevole a questa coltura. Il frumento occupa circa il 35% dei nostri seminativi, circa un terzo dell'intera superficie in rotazione agraria ed il 70% della superficie coltivata a cereali.
Nella pratica agricola, i frumenti si distinguono in invernenghi ed in marzuoli. Queste due definizioni si riferiscono al diverso ciclo vegetativo delle piante. I primi hanno un ciclo più lungo e devono essere seminati prima dell'inverno, da metà ottobre a metà novembre. I secondi hanno un ciclo vegetativo più breve e vengono seminati in marzo. In Italia si dà la preferenza ai frumenti a lungo ciclo vegetativo e di norma si ripiega su quelli a breve ciclo solo quando l'andamento stagionale in autunno è stato così sfavorevole da impedire gran parte delle semine in tempo utile. Ora sono poco coltivati.
In Europa si producono annualmente circa 50 milioni di tonnellate di frumento. All'incirca la stessa è la produzione del Continente americano e di poco inferiore è la produzione dell'Asia. L'Africa e l'Australia assieme producono solo un centinaio di milioni di quintali.
L'Italia produce annualmente più di otto milioni di tonnellate di frumento, specialmente nella provincia di Foggia, nota come il Granaio d'Italia. In Europa, i Paesi più forti produttori sono, oltre l'Italia, la Francia (10 milioni di tonnellate annue), la Germania (4,5 milioni), la Spagna (4,2 milioni), l'Inghilterra (2,8 milioni), la Romania (2,4 milioni), il Portogallo (2,1 milioni). In America, i maggiori produttori sono il Canada, gli Stati Uniti e l'Argentina.
Il volume di granaglie scambiato tra le nazioni in un anno è di 244 mln di tonnellate. Più della metà è prodotto da Cargill, multinazionale con centro in Minnesota; circa il 25-30% dalla Archer Daniels Midland (ADM).
[modifica] I parassiti
Molte sono le cause avverse che danneggiano la coltivazione del frumento.
[modifica] Parassiti vegetali
Tra i parassiti crittogamici, si ricordano specie fungine del genere Puccinia (agenti causali della ruggine) (vedi Basidiomiceti), Erysiphe (agenti causali dell'oidio o "mal bianco") e Fusarium (agenti causali del "mal del piede" e della "fusariosi della spiga").
La "carie" del frumento è dovuta a due specie di Tilletia, mentre un parassita fungino, la Claviceps purpurea, per quanto sia più comune sulla segale (Segale cornuta), dà origine, talvolta anche sul grano, specialmente in quello duro, a speciali formazioni dette "sclerozi", che derivano dalla trasformazione dell'ovario in un corpo allungato, duro, di colore scuro. Gli sclerozi contenengono composti alcaloidi molto tossici per l'uomo, per cui vi è un limite legale di tolleranza pari all'1‰ di sclerozi nella massa.
[modifica] Parassiti animali
Fra i parassiti animali, sono molto temibili alcuni elateridi (Agriotes lineatus, A. pilosus, ecc.), lo Zabrus tenebroides e le larve di alcune farfalle dei nottuidi. Vi sono anche parassiti che danneggiano le cariossidi già trebbiate ed immagazzinate, quali la calandra, le tignole ed il tenebrione.
[modifica] Tecnica colturale
Il terreno viene prima preparato con un'aratura a bassa-media profondità (20-35 cm), poi erpicato per affinarne la superficie, e infine concimato. La semina si effettua a Ottobre - Novembre con una seminatrice a righe gravitazionale, che distribuisce i chicchi in file parallele poco distanziate, interrandoli a una profondità regolare di 2-3 cm (per ogni ettaro sono necessari 2 q di semi). Altre lavorazioni sono la concimazione invernale (che riguarda, di solito, il solo azoto, a causa della sua facile dilavabilità, ma a volte, se in terreni poveri, è necessario integrare anche fosforo e potassio), la rullatura del terreno per riaccostare le radici e il diserbo chimico a febbraio per distruggere le erbe infestanti. La pianta si sviluppa rapidamente in primavera e raggiunge un'altezza pari a 40-80 cm; a giugno le spighe sono mature. Un vecchio metodo per controllare la maturazione consiste nello schiacciare i semi con i denti, quando sono duri è pronto per il raccolto.
[modifica] Il raccolto
Consiste nel taglio della pianta (mietitura) e nella separazione dei chicchi dalla paglia e dalla pula (trebbiatura). In genere queste due operazioni sono svolte contemporaneamente, con l'impiego di una mietitrebbia.
[modifica] Qualità e resa
Nelle regioni a clima temperato freddo, si coltiva il frumento tenero: le cariossidi contengono una sostanza bianca e farinosa, da cui si ricava la farina. Nelle regioni a clima temperato caldo, si coltiva invece il frumento duro: le cariossidi sono vitree e danno una farina granulosa (detta semola). La resa per ettaro può variare sensibilmente in dipendenza di diversi fattori tra cui i principali sono l'andamento climatico stagionale e la rotazione colturale effettuata. 25-80 q/ha per il grano tenero, 15-50 q/ha per il grano duro.
[modifica] Storia
Il frumento fu tra le prime piante ad essere coltivate. Il centro della sua domesticazione è stato identificato, dagli archeologi, in località diverse dell'ampia area che dai rilievi iraniani e dalle montagne dell'Anatolia raggiunge la costa della Palestina comprendendo la valle del Tigri Eufrate, l'area che per la forma è stata definita la "Mezzaluna fertile". Entro la "Mezzaluna" il centro originario della cultura è stato fissato, da studiosi diversi, in aree differenti. Gli ultimi studi, condotti comparando il corredo genetico dei frumenti selvatici tuttora esistenti e di quelli coltivati, ha fissato la culla della coltivazione sui monti Karacadag, una catena posta tra l’alveo del Tigri e quello dell’Eufrate, praticamente nel centro geometrico della Mezzaluna Fertile.
Archeologi e storici hanno penetrato l'importanza che la coltura del frumento ha svolto per sospingere le prime società umane a forme di organizzazione più complesse. Mentre gli ortaggi possono essere coltivati, infatti, anche attorno ad un campo di nomadi, il frumento, nelle condizioni climatiche della valle del Tigri Eufrate, spinse i primi coltivatori a realizzare reti di canali per estendere la coltura, le prime città difese da mura per tutelare il *raccolto nel corso dell'anno, ad organizzare eserciti per difendere dai nomadi il territorio irrigato dai canali faticosamente realizzate, e per procurare gli schiavi per estendere i canali a nuove superfici. Il frumento ha costretto, in questi termini, l'uomo a organizzare la società civile.
L'assicurare alla città di Roma il regolare approvvigionamento del grano divenne, poi il cardine della politica dell'impero romano.
Il frumento rientrava nelle abitudini alimentari della plebe romana. A differenza dei Siciliani, consumatori di hordeum, (orzo), sulla base della tradizionale agronomia greca, le abitudini della plebs romana indussero a promulgare la legge Terenzia Cassia volta a reperire frumento di buona qualità.[citazione necessaria]
Nel 1974 fu ottenuta una mutazione di grano duro, il grano "Creso", irradiando con raggi X la varietà "Cappelli" (dal nome del suo creatore). Il fusto di questa varietà risulta più basso di quella originaria, per evitare che le raffiche di vento "stendano" la pianta in posizione parallela al terreno compromettendo la mietitura. Attualmente la varietà Creso viene utilizzata in circa il 90% delle coltivazioni italiane.
[modifica] Bibliografia
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- Haudricourt André G., L'homme et les plantes cultivées, Gallimard, Paris 1943
- Helbaek Hans, Domestication of Food Plants in the Old World, in Science, vol. 130, 3372, aug 1959
- Jardé Auguste F., Les céréales dans l’antiquité grecque, Paris 1925
- Jasny Naum, The Wheats of Classical Antiquity, Baltimore 1944
- Messedaglia Luigi, Per la storia dell’agricoltura e dell’alimentazione, Piacenza 1932
- Morgan Don, Marchants of grain, New York 1979
- Oliva Alberto, La politica granaria di Roma antica dal 265 a. C. al 410 d. C., Piacenza 1930
- Saltini Antonio, I semi della civiltà. Frumento, riso e mais nella storia delle società umane, Bologna 1996
- Saltini Antonio, Storia delle scienze agrarie, 4 voll., Edagricole, Bologna 1984-1989
- Vavilov Nikolai I., Studies on the Origin of Cultivated Plants, Institut de botanique appliquée, Leningrad 1926
- Vavilov Nicolai I. (a cura Starr Chester K.), The Origin, Variation, Immunity and Breeding of Cultivated Plants. Selected Writings, in Chronica botanica, 13: 1-6, Waltham, Mass., 1949-50
- Vavilov Nicolai I., World Resources of Cereals, Leguminous Seed Crops and Flax, Academy of Sciences of Urss, National Science Foundation, Washington, Israel Program for Scientific Translations, Jerusalem 1960
- Zohary Daniel, Hopf Maria, Domestication of Plants in the Old World, 3dh ed., Oxford University Press, Oxford 2000
[modifica] Voci correlate
- Festa del Grano - Foglianise (BN)
[modifica] Collegamenti esterni
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