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    Betamax

    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

    Una videocassetta Betamax
    Una videocassetta Betamax

    Betamax, sviluppato dalla Sony, è stato il primo sistema di videoregistrazione magnetica destinato al mercato domestico. È arrivato alcuni anni prima del VHS, che da molti è considerato "tecnicamente inferiore" rispetto al prodotto Sony, ma che grazie ad una serie di fattori, tra cui la scelta del mondo del porno di sfruttare VHS[citazione necessaria], è stato l'unico a diffondersi veramente. È opinione comune che siano stati gli errori di marketing della Sony a decretare il fallimento di questa promettente tecnologia, poiché questa non concesse i diritti di sfruttamento anche ad altre aziende come invece aveva fatto JVC con il VHS. Ma accontentarsi di tale motivazione sarebbe quanto meno superficiale.

    Indice

    [modifica] Breve storia della videoregistrazione dagli albori al Betamax

    [modifica] I primi apparecchi

    Già dalla fine degli anni 60 esistevano i grossi registratori a bobina, prodotti soprattutto dalla Ampex per l'industria televisiva. Successivamente arrivò l'U-matic, prodotto dalla Sony, il primo sistema che sostituiva le ingombranti e scomode bobine con le prime cassette compatte contenti un nastro da 3/4 di pollice: orientato al mercato professionale e industriale, il sistema era molto più pratico delle macchine da studio, ma qualitativamente inferiore e comunque troppo costoso per un uso domestico. Nel 1972 la Philips introdusse in Gran Bretagna l'N1500, in un certo senso l'antenato dei sistemi di videoregistrazione domestica che però soffriva proprio il fatto di essere un pioniere con diverse problematiche legate soprattutto alla scarsa durata delle proprie cassette; ne servivano da 2 a 3 per registrare un unico film.

    3 videoregistratori Sony Betamax per il mercato americano. Dall'alto in basso:(1982) SL-2000, (1984) SL-HF 300, (1988) SL-HF 360
    3 videoregistratori Sony Betamax per il mercato americano. Dall'alto in basso:(1982) SL-2000, (1984) SL-HF 300, (1988) SL-HF 360

    [modifica] I problemi sorti per soddisfare le nuove esigenze

    Finché la videoregistrazione serviva solo agli operatori del settore, la priorità era stata la qualità d'immagine, sacrificabile nel mercato domestico a fronte di un incremento della durata della registrazione e, soprattutto, necessaria per un consistente abbattimento dei costi. Era necessario che le videocassette potessero durare almeno due ore, che fossero relativamente economiche e che la qualità del segnale restasse tutto sommato accettabile.

    [modifica] La soluzione escogitata dalla Sony

    Benché la tecnica della scansione elicoidale fosse ormai di larghissimo utilizzo nel mercato professionale, fu la sua variante azimutale a rappresentare un'ottima soluzione. Permetteva infatti di evitare le bande di guardia sul nastro, facendolo avanzare molto lentamente. La Sony adattò lo schema di avvolgimento a U già collaudato con successo sull'U-matic al nuovo sistema, usando un nastro da mezzo pollice, più economico.

    Il Betamax utilizzava la stessa tecnica a sfasamento della sottoportante colore convertita, ma per migliorare la stabilità cromatica usava due sottoportanti di frequenze diverse per modulare il segnale di crominanza delle linee pari e dispari. Questo minimizzava le interferenze tra le tracce contigue e permetteva un durata ancora maggiore.

    [modifica] Il lancio sul mercato e il duro scontro con il concorrente

    L'1 giugno 1975 la Sony lanciò sul mercato giapponese i primi due modelli di Betamax, il lettore SL-6300 e la console LV-1801. Negli USA invece, per evitare le possibile "ire" delle case cinematografiche, venne presentato il modello SL-7200 senza ingressi video. Dopo un anno però e 30000 prodotti venduti, arrivò il VHS del JVC, apparentemente simile, ma in realtà molto diverso dal Betamax. Era inferiore in tutto, nella compattezza delle cassette, nella qualità, tranne che per la durata della registrazione che risultava superiore arrivando fino a 4 ore. A differenza di Sony, JVC cercò altri alleati, sia tra i produttori, sia tra le case cinematografiche e questo contribuì a mantenere i prezzi dei prodotti VHS più bassi rispetto al concorrente. Dato che a quei tempi i negozi di videonoleggio noleggiavano anche i lettori, questi si orientarono verso lo standard di JVC che consentiva di acquistare interi stock di prodotti ad un prezzo ridotto, aumentandone i margini di profitto, e questo ha innescato una spirale: i negozianti acquistavano i lettori VHS, di conseguenza richiedevano film in VHS e le case cinematografiche "sfornavano" film in VHS. Chi doveva comprarsi un videoregistratore era quindi spinto all'acquisto della seconda tecnologia che, seppur inferiore, garantiva una maggiore compatibilità con i prodotti in commercio.

    A complicare ulteriormente le cose arrivò anche una causa intentata dalla Disney e dagli Universal Studios contro Sony, che avrebbe "istigato" con i propri prodotti, i consumatori alla pirateria. Il caso ha voluto che il 1976, anno in cui iniziò il processo, il VHS non fosse ancora sul mercato, tenendolo quindi fuori dalla disputa. Nel 1984 la Sony vinse l'ultimo grado di giudizio, ma ormai i danni d'immagine subiti erano quasi irreparabili; già alla fine del 1978 la quota di mercato della Sony era scesa al 19% mentre quella del concorrente era al 36%.

    Nel 1980 la Philips provò ad entrare nel settore con il suo Video2000, ma seppure tecnicamente all'avanguardia, venne abbandonato nel 1986 dopo non essere riuscito a conquistare nessuna fetta significativa del mercato.

    [modifica] Alcune migliorie giunte in un secondo momento

    • Nel 1977 arrivò il primo videoregistratore a due velocità dotato inoltre di un sintonizzatore in grado di registrare da un canale mentre il televisore era sintonizzato su un altro.
    • Nel 1978 arrivò anche la ricerca dell'immagine. Il modello SL-5400 visualizzava l'immagine mentre il nastro scorreva ad alta velocità.

    [modifica] L'inizio dell'abbandono

    Nel 1985, sebbene in numero assoluto le vendite non fossero poi così deludenti, il fatto di dividere il mercato con il VHS in proporzioni del 30% - 70%, fece decidere a Sony di cominciare a dirigere i propri investimenti verso un nuovo campo, quello dei supporti per videocamere amatoriali, con il proprio formato Video8. Il formato Video8 era molto più compatto del VHS, e quindi poteva ancora sperare, a ragione, di ottenere un discreto successo. L'introduzione del VHS-C, però, una VHS compatta studiata appositamete per le videocamere, ridimensionò questo successo.

    Nel 1988 la Sony decise una svolta storica: produrre anche prodotti VHS.

    [modifica] La fine di un'epoca

    Nell'autunno del 2002 la Sony rese noto che avrebbe prodotto ancora 2000 videoregistratori Betamax entro la fine dell'anno, dopodiché avrebbe abbandonato definitivamente il progetto.

    [modifica] I sostenitori

    Chi ha avuto un prodotto Betamax, difficilmente se ne lamenta, anzi. Su internet esistono diversi forum di appassionati sostenitori e veri e propri fanatici. La qualità dimostrata da questo prodotto e l'evidente supremazia tecnica nei confronti del rivale mantiene ancora oggi una fitta schiera di nostalgici.

    [modifica] Voci correlate

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